Vi è una terra che racconta di assedi, battaglie, tradizioni antiche e nobiltà, adagiata lungo il corso del fiume Tagliamento : è Valvasone, annoverato tra i Borghi più Belli d’Italia in Friuli-Venezia Giulia. Qui, nel XIII secolo, regnava una famiglia di origine carinziana (il nome Valvasone deriva infatti dal Tedesco Wolfes + Höfe, ovvero ʻmasseria del lupoʼ), sostituita ben presto dai potenti Cuccagna di Spilimbergo. Passeggiate con noi per il Borgo antico: come giullari di corte vi condurremo in un viaggio all’indietro nel tempo! 

Il Castello

La più efficace macchina del tempo del borgo è il Castello, oggi più simile ad un palazzo signorile che a un edificio difensivo (l’aspetto originario si deve ai rimaneggiamenti avvenuti nel corso dei secoli). Immaginatevelo munito di torri e camminamenti merlati, pronto a difendere la Terra del Lupo. L’ampio corridoio di ingresso era in realtà una torre imponente, preceduta da un ponte levatoio e protetta da un fossato e da una roggia.

Entrando nel Castello, non perdetevi gli affreschi tre e quattrocenteschi nella sala omonima. L’albero della vita, che dipinge vivacemente il ciclo dell’esistenza umana, vi meraviglierà per l’efficacia delle immagini, mentre il fiero Lupo dei Valvasone comparirà in una scena allegorica spassosa.  Qui, un asino comodamente seduto sul trono e avvolto da un manto rosso cerca di insegnare l’alfabeto al Lupo, che distoglie lo sguardo in segno di sfida. Forse un riferimento, nemmeno troppo velato, al ruolo del Patriarca di Aquileia, che voleva imporre la sua giurisdizione sui riottosi signori locali?

La vera chicca del Castello è però il Teatro più Piccolo d’Italia, che con i suoi 50 posti è davvero una gioiello nascosto. Costruito nel tardo Settecento, in una sala già abbellita da un fregio del Cinquecento, ha una fila di palchetti in legno perfettamente conservati e riservati alla famiglia dei proprietari per la rappresentazione di farse e opere drammatiche minori. Il fregio rappresenta scene mitologiche tratte  dall’opera del conte Erasmo di Valvason (poeta e traduttore di opere classiche),  alternate a putti biondi e paffuti: riuscirete a scorgere l’unico putto-bambina mimetizzato nella schiera di maschietti?

Il Duomo

Non dimentichiamoci di entrare nel Duomo romanico con rifacimenti neogotici: qui, il prezioso organo, unico strumento del Cinquecento veneziano ancora funzionante in tutta Italia, ci stupirà per i suoi affreschi di altissima qualità, ad opera del grande pittore Giovanni Antonio de Sacchis, detto il Pordenone, e del genero Pomponio Amalteo, impegnati in una gara di bravura che rappresenta scene bibliche legate all’Eucarestia.

Il Borgo Antico

Perdiamoci tra le vie del Borgo, entrando dalla suggestiva Torre delle Ore, nei pressi del Castello : a Valvasone regnano case in pietra alternate a palazzi gotici, che si affacciano su viuzze silenziose, tra ciottoli e corti fiorite. Eccoci davanti al filatoio e lavatoio pubblico, perfettamente conservato. Qui le donne mescolavano un composto di cenere e acqua bollente, la lissiva, che versavano sulla biancheria: dopo mezza giornata di riposo, i panni erano pronti per essere risciacquati nel fiume e asciugati.

Proseguiamo per il Borgo e troveremo ampi portici ristrutturati, arricchiti da diverse chicche:  il Palazzo del conte Eugenio, sede del quartier generale francese nel 1797 (eh già, Napoleone ha dormito a Valvasone durante la conquista del Friuli); la Casa Fortuni, dotata di pozzo trecentesco; l’antico mulino ad acqua del Quattrocento con ruota girevole (risalente, quest’ultima, a epoche più recenti);  il quattrocentesco Palazzo Gandini, la cui meridiana recita: “Nihil tempore pretiosus”, “nulla è più prezioso del tempo”… e il tempo qui, sembra davvero essersi fermato.

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Raffaello De Gottardo (pordenonecastelli) – quadro nello slider